domenica 22 giugno 2014


Il prof. Toso ci ha intrattenuto con interessantissimi aneddoti e fatti poco conosciuti.
Dai miei appunti (scusate per eventuali inesattezze)
E' partito con il fatto che la lingua Tabarkina non si è preservata per un fatto fortuito o per l'isolamento dell'isola di San Pietro,ma perché di fatto quella lingua era una lingua “commerciale” usata nella rete dei rapporti economici dell'epoca (aneddoto dei resoconti del brigantino che segna come spesa per interprete in numerosissimi viaggi solo una volta per l' Inghilterra).
Poi ha fatto notare. che a Tunisi vivesse una comunità di Tabarkini assai florida e negli anni anche con personaggi di notevole spicco.
O che esistesse una nazione Tabarkina ,ma che nello stesso non venisse riconosciuta.
Esempio emblematico la cattura come schiavi dei Tabarkini nella Signoria Lomellina di Tabarka nel 1748 il riscatto dei quali non interessò le potenze politiche come invece avvenne poi con gli abitanti di Carloforte presi schiavi nel 1798 e che quindi in Tunisia convivessero gli schiavi e i liberi Tabarkini.
L'importanza dello status giuridico del Tabarkino che a differenza degli “Europei” poteva possedere proprietà tunisine.
E quindi anche l'importanza delle donne di Tabarka,ambite come spose anche per guadagnare attraverso il matrimonio questo diritto. A proposito di donne
La rivalutazione dell'importanza della figura di Francesca Rosso non più come povera schiava,ma consorte con privilegi e decisioni.
La figura di Anna Traverso sposa di un Bey ed amante di un console francese a cui dava informazioni (una donna che doveva “consolarsi” spesso )
O la figura di Sinforosa Tabisco una specie di santa che si ritrasse alle attenzioni sessuali indesiderate di qualche Bey ,ma sopratutto alla leggenda che ci intesse sopra per avere donazioni dagli Europei cristiani....
Poi la figura di un potente medico che scappa per aver corteggiato una moglie del Bey. Poi alla morte di questi torna e si unisce ad una congiura ed avvelena la pipa del nuovo bey !
O Giuseppe Raffo uno dei potenti mercanti, proprietario della tonnara tunisina.
E che la memoria dei carlofortini è un po' selettiva: si scorda dei cugintunisinii perchè un po' troppo birichini

Io ho fatto una domanda - Prima un impressione: Se è indubbio che esista una civiltà tabarkina(lingua, cucina, costumi ecc) non è improprio parlare di un popoloo tabarkino. Domanda: quando usare carlofortino e quando tabarkino ?
Sembra che una risposta
ci sia in qualche numero nei Quaderni Tabarkini: comunque la risposta di Tabarka come nazione è stata data in seguito a questa domanda. E che al di là della genetica uno può scegliere l'appartenenza che preferisce.

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